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Bocchigliero - Il Paese degli aforismi.


Su una ridente collina, ai piedi dei monti bellissimi della presìla, sorge un paesino meraviglioso le cui origini si perdono assai lontano.
Illuminato dal sole più radioso, sotto un tratto di cielo talmente azzurro da non trovarne l’eguale in nessuna parte del mondo, le case di
Bocchigliero si felicitano per la loro posizione e per secoli, nella loro felicità, hanno trascinato pure gli abitanti.

Circondati da boschi rigogliosi di querce, di pini, di abeti e di castagni, gli abitanti di Bocchigliero irradiano la loro vita in uno stupendo fresco verdeggiante.
Qua e là boschi chiazzati dal colore rossiccio dei mattoni delle innumerevoli casette di campagna, spezzano la loro continuità per fare posto a piccole fattorie che in lontananza sembrano stupendi giardini.
E da ognuna di esse si stende, come un tappeto vellutato, una via che conduce alla strada in cima alla collina e da lì ognuno fa ritorno al paese.

Attraverso radure di alberi secolari che lasciano filtrare appena i raggi del sole, i contadini alla sera fanno ritorno alle loro case accompagnandosi con meravigliose canzoni.

Per chi vi abita è difficile immaginare che in qualsiasi posto d’Italia vi sia un luogo più bello e più suggestivo di questo.
E risulta ugualmente difficile per il visitatore che vi giunge per la prima volta riuscire a staccare gli
occhi dal meraviglioso scenario che offrono i monti e dalla incantevole veste di verde di cui madre natura li ha coperti.

Nelle sere d’estate, quando altrove il caldo afoso rende insopportabile la vita, a Bocchigliero la gente si delizia in una singolare frescura. Sotto un cielo trapunto di stelle è possibile osservare, come se fosse uno scenario d’altri tempi, come in ogni rione le donne siedono davanti all’uscio per osservare la bellezza del cielo e respirare l’intensa frescura che proviene dai monti. E nelle vie popolate di stranieri e di gente del luogo che assai spesso vive fuori, si può osservare la grande pace interiore che ora vive nel loro cuore. E si felicitano insieme, abitanti e forestieri, di quel tratto di gioia che il tempo dell’anno regala.

E ho sentito una voce stasera. Mentre uscivo per recarmi alla piazza, che poi è il ritrovo di tutti, ho sentito qualcuno che diceva: è proprio un bel luogo;
Bocchigliero è proprio un bel luogo.

In lontananza le case più antiche parevano fiabeschi castelli mentre poco più in là, negli antichi giardini gli alberi vegliavano su di loro. Altri gruppi sussurravano altre cose che a volte non capivo poiché immerso in mille rumori diversi.

Una luna smagliante stasera risplende nel cielo, forse solo a
Bocchigliero, così bella ed invoglia alla vita e all’amore questa gente che io adoro, questo luogo che io amo e che propongo ad ognuno vedere.

Tratto da:
IL FARO - PERIODICO DEL CENTRO STUDI “PIER GIORGIO FRASSATI” - CARIATI (CS)

Webcam a Bocchigliero

Dittati Antichi di Bocchigliero

NEVICA NELL'IMMAGINE 1

NEVICA NELL'IMMAGINE 1

Chi zappa fujennu cogli chiancìennu
Chi zappa fuggendo raccoglie piangendo

'Un c'è atàru senza cruci e matrimoniu senza vuci
Non c'è altare senza croci e matrimonio senza voci (discussioni, calunnie)

Chi sta sperànza ad autrim veni la sira e canta la diana
Chi spera nell'aiuto degli altri quando è sera soffre la fame

'U fissa parra sempri 'u primu
Il primo a parlare è sempre il più fesso

A bona lavannara 'un manca petra
A buona lavandaia non manca mai la pietra

Chi tocca pici sinni 'mpracchia li mani
Chi tocca pece si sporca le mani

Si 'u 'mpriestu era buono ognunu 'mprestàva la muglièra
Se prestare giovasse, tutti presterebbero la moglie

'U latru è boia e l'arrobbàtu è 'mpisu
Il ladro fa il boia e il derubato viene impiccato

Giustizia e onestà (sanità) amàru chi nni circa
Giustizia e onestà (salute) guai a chi ne cerca

Amàru chi lu puorcu nun ammazza, 'a vidi e la disiddera 'a sasizza
Guai a chi non ammazza il maiale: poi vede e desidera la salsiccia

Ama l'amicu tua ccù li vizii sua
Ama l'amico tuo con i suoi vizi

Si 'a crapa sentìa la vrigogna 'un caminava ccù la cuda azata
Se la capra provasse vergogna non camminerebbe con la coda alzata

Fortuna e cauci 'nculu vjiatu che ni teni

Fortuna e calci in culo (raccomandazioni) beato chi ne ha

Va ppè s'annicari ed esci ccù lu culu chinu 'e pisci
Va per annegarsi ed esce dall'acqua con il sedere pieno di pesci (fortunato ad ogni costo)

Si 'a fatìga era bona l'ordinava lu miedicu
Se il lavoro facesse bene lo prescriverebbe il medico

'U pecuraru si' lu viesti 'e sita illu sempri ti feti de lacciata
Il pecoraro anche se si veste di seta, puzza sempre di siero

Stienni i piedi quantu è lu lenzuolo
Allunga i piedi per quanto è lungo il lenzuolo

Diu ti guardi 'e riccu cadutu e de pezzenti arricchisciutu
Dio ti guardi dal ricco decaduto e dal miserabile arricchito

Ccù patri e ccù patruni sempri tuortu e mai ragiuni
Col padre e col padrone, hai sempre torto e mai ragione

Chi ha sordi fa sordi, chi ha piducchi fa piducchi
Chi ha soldi fa soldi, chi ha pidocchi fa pidocchi

'U mangiari senza vivari è tronàri senza chiovari
Mangiare senza bere è come il tuono senza la pioggia


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